Pietro Berra
(Como, 1975) es periodista en periódico de su ciudad en el que colabora en sus
páginas culturales. Ha colaborado también con los semanarios nacionales
"Diario", "Panorama" y "Hoy". Ha publicado 15
libros de poesía, narrativa y ensayos. Las más recientes son Poesie dal fronte. Dalla Grande Guerra
all’Afghanistan vite inversi di soldati semplici e La città visibile, Poesie da affrancare,y tres guías cine-turísticas
del lago de Como y de la región de Lombardia. Es promotor de eventos culturales
y participa de los comités organizadores de “ParoLario”, “Festival de cine del Lago
de Como”, Premio Internacional de Literatura "Alda Merini", “Grand Tour
Poético” (manifestación itinerante para la difusión de la poesía y la belleza
en Italia y en el mundo).Durante más de veinte años ha trabajado con artistas
visuales publicando libros de artistas y plaquetas para las ediciones
Pulcinoelefante, Lythos, Il robot adeorabile, Minima poética / Gallery Lounge y
Signum. Con Alcide Gallani ha creado y producido a partir de 2015 "Poemas
enlatados", poesías en cajas de porcelana decoradas a mano.
Ode al vento
(Una historia de
antípodas)
I luoghi che mi
abitano
Amo
i luoghi che mi abitano
le persone che mi vivono. Ci siamo incontrati sull'angolo azzurro tra avenida Italia e via degli Emigrati in Cile. Ci siamo amati nella spuma di un'onda di Isla Negra, oceanica variante della siepe leopardiana sospesa come quadro alla parete. Ci siamo mescolati in una folla di ricordi strasognati. I sogni pietre raccolte su opposte spiagge ora segnano i margini del lago che liquefatti ci contiene.
Ode
al vento
Vento che danzi sulla soglia
di casa. Mi riporti l'autunno e insieme, per la prima volta, anche la primavera.
Vento che levi le ultime
foglie
da occhi di bosco. La notte mi scrutano gialli da dietro i cespugli diffidano dei miei sogni.
Vento le stesse foglie
appendi
tornate rosa, tornate verdi a occhi di cielo con cui vedo le braccia forti dei platani di calle Macul.
Vento scuoti la foglia chiusa
dentro la scatola dei ricordi raccolta per Tato, il niño del mondo di sotto
l'ultima volta che scese
le scale che portano fuori dal bosco, che portano fuori da me.
Vento il mio cuore a forma di
foglia
fallo volare fino alla casa di Neruda, fa' che si posi sul mosaico del pavimento accanto ai suoi piedi.
Vento che ti diverti a
incollare
i nostri profili sui lati opposti delle vetrate dei caffè da Ñuñoa fino al Marais
fa' volare, vento, i nostri
pollini
fino a sentire la verità della pelle, fino a entrarci dentro senza la smania di accendere la luce.
La luna ci basterà.
Luna di Novembre
Da
opposti cieli guardavano
la stessa luna di novembre. Lui dalla terrazza sospesa tra il castello del Barbarossa e le cime dei noci,
lei
sopra l'insegna del centro
commerciale di Ñuñoa la guancia accarezzata dalle onde della tenda tirata di lato.
Spettatori
incantati
dello spettacolo della notte aspettavano il colpo di scena: che si voltasse la luna rivelando l'amato volto.
La
notte che taglieranno il cielo
con un aereo per abbracciarsi dall'altro lato del sipario alzate la testa ai sogni: sul mondo pioveranno bombe di poesia.
Funicolares a las
antípodas
Le facce incollate
per una foto ricordo
nelle sagome senza
volto
ai piedi del San
Cristobal.
Sono “italianos” del
Nord
come l’ingegnere che progettò
questa funicolare
pagata
dagli
emigranti con i loro giorni
con
i loro sogni.
Il
sogno di una funicolare
per
arrivare alla madre di Dio
come
quella
che
al loro paese
avevano
costruito i signori
per
raggiungere
le
loro ville.
La casa nel bosco
Torno a casa
camminando piano
per non disturbare
la notte.
Chiudo la porta
al giorno.
Rientro in me
stesso
finché il ghiro rientrerà nella sua tana
sul noce.
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I Festival Internacional
lunes, 18 de enero de 2016
POETAS PARTICIPANTES: PIETRO BERRA, ITALIA
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